• 01/03/2024

Commercio al dettaglio: come Arginare la desertificazione

 Commercio al dettaglio: come Arginare la desertificazione

Se n’è parlato in un convegno organizzato da CNA Turismo e Commercio . Le proposte della Confederazione per preservare le attività che tengono viva la città

Arginare la desertificazione commerciale e rilanciare il comparto come elemento fondamentale del tessuto cittadino. Di questo e di molto altro si è parlato durante il convegno: “Imprese e territorio. il ruolo del terziario e la dimensione-socio economica della città” che si è svolto al Grand Hotel Baglioni di Firenze organizzato da CNA turismo e commercio Nazionale con il contributo di CNA turismo e commercio Toscana e Firenze.

All’evento hanno partecipato il Presidente di CNA Toscana Luca Tonini, il Coordinatore nazionale di CNA Turismo e Commercio Cristiano Tomei, il Presidente nazionale di CNA Turismo e Commercio Marco Misischia, il Vicepresidente di CNA Turismo e Commercio Roberto Masi, la Presidente di CNA Turismo e Commercio Toscana Elisabetta Norfini e il professor Luca Alteri docente di Sociologia all’Università la Sapienza di Roma.

Inizialmente grazie all’introduzione del Coordinatore Nazionale Tomei si è fatto un bilancio dell’andamento del commercio, che nel mese di dicembre 2022 registra un calo congiunturale delle vendite al dettaglio dello 0,2% in valore e dello 0,7 % in volume segnalando, quindi un calo dei consumi. L’aggravamento della situazione è stato progressivo per tutto l’anno 2022: su base annuale, infatti, se permane un aumento delle vendite in valore +1,3% sono in forte calo i volumi delle vendite stesse. Se il valore del 2022 delle vendite al dettaglio rispetto al 2021 (quando eravamo ancora nel periodo emergenziale della pandemia da Covid 19), seppure in maniera differenziata, è in crescita (+4,6%), è altrettanto vero che gli incrementi congiunturali nel valore complessivo delle vendite sono, purtroppo, associati a una diminuzione dei relativi volumi (-0,8%) a causa del calo dei beni alimentari (-4,2%) non compensato dall’aumento dei prodotti non alimentari (+1,9%). Il peggioramento è ancor più marcato per i piccoli esercenti.

“I dati – come ha spiegato Tomei – evidenziano la necessità di un ripensamento strutturale del modello di gestione e sviluppo locale al fine di valorizzare il ruolo strategico che le città possono e devono giocare nella definizione dei nuovi bisogni sociali, nel rilancio economico dei sistemi produttivi locali e nella ripartenza complessiva del commercio di prossimità”.

Le difficoltà per il commercio al dettaglio sono iniziate già prima della pandemia come ha spiegato il Vicepresidente Nazionale CNA Turismo e Commercio Roberto Masi, ed attualmente, secondo i dati Unioncamere, chiudono 13 attività al giorno per un totale di 5000 ogni anno, al quale si aggiungono le 90.000 che hanno chiuso durante la pandemia. Sono necessarie strategie per contrastare questa emorragia, aggravata anche dall’aumento importante delle vendite online “una frattura con il passato – ha detto Masi – in cui sarà necessario trovare un nuovo punto di equilibrio”. Saranno necessari ha spiegato Masi interventi di innovazione da sviluppare insieme tra comuni ed imprese del commercio senza dimenticare Una promozione della transizione digitale attraverso interventi di formazione per lo sviluppo di competenze nella costruzione di una multicanalità dei prodotti.

Secondo Marco Misischia Presidente Nazionale di CNA Turismo e Commercio il rilancio delle piccole attività commerciali passa dal rafforzamento del turismo e dalla promozione del Made in Italy “l’accoppiata Turismo e Made in Italy, messa in campo dal sistema CNA -spiega –  rappresenta un patrimonio unico al mondo per ricchezze artistiche, culturali, paesaggistiche ed enogastronomiche, che contribuisce in modo determinante ad aumentare la capacità di attrazione del turismo internazionale e concreti vantaggi per il commercio nelle nostre città e destinazioni”.

Il problema è significativo anche in Toscana come ha spiegato Elisabetta Norfini presidente di Cna Turismo e commercio Toscana: “Lo scenario post Covid anche in Toscana ci impone una riflessione. – ha spiegato – anche in questa regione è fortemente necessario un cambiamento di pensiero e di visione. È necessaria una maggiore ‘cultura urbana’ tale da consentire che le attività commerciali tornino ad avere un ruolo economico e sociale rilevante mantenendo il rapporto tra luoghi persone e territori. In questo processo – prosegue Norfini – possono essere importanti la associazioni di categoria come CNA che, insieme agli amministratori, agli operatori ai cittadini, devono portare avanti una riflessione sulla nuova pianificazione urbanistica delle città con progetti di rigenerazione urbana che puntino su un nuovo sviluppo del commercio come elemento fondamentale”.

 

Toscana Economy - Commercio

Le proposte di CNA Turismo e Commercio per il rilancio del settore :

– gli interventi di rilancio debbano vedere insieme ai Comuni le imprese del commercio protagoniste per mettere in campo interventi di innovazione che sappiamo tradurre nelle singole realtà locali le politiche generali di rilancio e di sviluppo;

– promozione della transizione al digitale delle micro e piccole aziende, a partire da interventi di formazione e messa a disposizione sistemica di servizi digitali di supporto, sia nei comuni di grandi dimensioni che in quelli più piccoli;

– realizzazione di marketplace digitali su scala cittadina, basati su dati georeferenziati e integrazione di strumenti di e-commerce, per permettere a tutti i cittadini di individuare agilmente le piccole attività commerciali, della ristorazione e di servizio della propria zona, permettendo in questo modo un potenziamento dell’offerta e un’integrazione dei servizi offerti.

– implementazione delle piattaforme logistiche in ambito urbano per realizzare una distribuzione intelligente, sicura ed ecologica delle merci dirette sia verso i negozi, sia da questi verso i consumatori finali all’interno della città. Tali da ridurre il numero di veicoli merci circolanti con effetti sull’efficienza del sistema distributivo, sulla possibilità di sosta, sulla circolazione pedonale e veicolare, sull’inquinamento atmosferico e acustico.

– definizione di politiche di marketing territoriale;

– individuare meccanismi di finanziamento per la promozione di iniziative di carattere formativo finalizzate alla qualificazione e riqualificazione delle imprese di settore e degli addetti, con particolare riferimento alle competenze digitali;

– attivazione di servizi di affiancamento alle piccole e medie imprese nella ricerca di finanziamenti ed incentivi all’insediamento.

– attuazione della defiscalizzazione, con aliquote IVA differenziate, per i negozi che si trovano in particolari zone a rischio desertificazione;

– incentivare forme di aggregazione fra operatori dei servizi di logistica, approvvigionamento e promozione territoriale;

– lavorare a politiche di marketing territoriale che vedano l’artigianato e il commercio e i loro prodotti come componente del patrimonio culturale del Comune;

– supporto alle aziende locali del settore agro-alimentare, della ristorazione e del commercio di qualità per l’apertura di punti vendita legati a progetti di marketing e sviluppo delle tipicità identitarie del territorio.

– promozione dei DUC Distretti Urbani del Commercio, nelle cui aree soggetti pubblici e privati possano proporre interventi di gestione integrata nell’interesse comune dello sviluppo sociale, culturale ed economico e della valorizzazione ambientale del contesto urbano e territoriale di riferimento per:

  • la valorizzazione integrata di uno spazio urbano con presenza di attività commerciali al dettaglio;
  • la promozione della competitività e l’innovazione del sistema delle imprese del commercio, restituendo alla funzione commerciale un ruolo strategico di supporto alla coesione sociale e territoriale.

Fonte: CNA Toscana

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Redazione

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