• 04/12/2021

Comics & Games 2021: e Lucca tornò a riveder le stelle

 Comics & Games 2021: e Lucca tornò a riveder le stelle

Lucca, 29 ottobre,  al cinema Moderno proiettano Freaks Out, un film italiano che parla un linguaggio ibrido, con forti contaminazioni anime ma radicato nella tradizione cinematografica europea. Il regista, Gabriele Mainetti, è presente, come lo era stato sei anni fa, in occasione del suo primo lungometraggio, Lo chiamavano Jeeg robot, rivelatosi poi un successo. Evidentemente il Lucca Comics & Games porta bene.

Durante la pausa esco a fumare. Sono quasi le 22 e Lucca è una variopinta galleria di maschere in movimento. Il medico mi ha imposto di ridurre le sigarette; io, al contrario, ho polverizzato il mio record giornaliero.

«Sa se quel negozio è aperto?». A pormi la domanda è stato Lorenzo, un ventottenne di Milano che si occupa di pubblicità e marketing per una grossa casa editrice. Si riferiva al punto vendita di una catena alimentare, illuminato a giorno.                                                                                                                           
 «Prova a chiedere», gli rispondo, conoscendo già la risposta: semplice operazione di rifornimento merci. Non me la sentivo di troncare i suoi sogni: Lorenzo viene dalla metropoli, è abituato a fare spese a qualunque ora della notte. Indossa un completo senza cravatta. L’indomani, mi dice, vestirà i panni di Plutinio, un antagonista dei Pokemon – naturalmente ho dovuto fare una ricerca sul web per capire di cosa stesse parlando.

Ci sono anche Rebecca, 22 anni, e Simona, 29, due ragazze di Torino. Si sono conosciute in treno e hanno vissuto il loro primo Comics insieme. Rebecca studia sociologia. Simona è un ingegnere gestionale – o forse dovrei dire ‘ingegnera’: non fosse stato per quest’evento probabilmente non si sarebbero mai conosciute. Pescano popcorn imburrati da un’enorme cartone cilindrico. Per dieci minuti si crea tra noi una forte intimità, quel genere di magia che talvolta manca anche ai rapporti più duraturi. MI sovviene un passo di Alice nel paese delle meraviglie. Alla domanda di Alice “Quanto tempo dura un ‘per sempre’?”, il Bianconiglio risponde “A volte anche solo un istante”. E così, con i pensieri ancora rivolti al tempo torno in sala che il film è già ricominciato. Questo è Lucca Comics: non una semplice fiera del fumetto, anche se la più grande d’Europa, ma una terra di confine, un interstizio tra mondi in cui voci diverse danno vita a un contrappunto perfetto.

Dopo l’edizione virtuale del 2020, Lucca Changes, quella di quest’anno ha registrato il sold out già una settimana dopo l’apertura delle biglietterie con 90 mila biglietti venduti. Certo, il festival non è tornato ai fasti pre-pandemia, con un giro d’affari di circa cento milioni di euro e 270 mila biglietti venduti nel 2019, ma il segnale di ripresa è evidente e incoraggiante.                                  
I volti in cui mi imbatto – quando visibili – raccontano speranza e desiderio di normalità. Il motto scelto dagli organizzatori per il manifesto di quest’anno recita “A riveder le stelle”, un augurio dantesco in occasione del settecentesimo anniversario della morte di Dante che sintetizza il senso dei Comics: promuovere la cultura con un linguaggio innovativo, ma rispettoso della tradizione. E fare cultura equivale a incentivare lo sviluppo economico.

Chi ritenesse che il Lucca Comics è un affare da bambini o da nerd commetterebbe lo stesso errore di quel ministro delle finanze che una volta dichiarò che con la cultura non si mangia. Basterebbe chiederlo ai lucchesi e ai visitatori che in questi giorni, dal 29 ottobre al primo novembre, hanno visitato i trecento espositori dislocati in quindici aree espositive, ai lavoratori e ai gestori delle strutture ricettive e ai negozianti. Oltre al Polo Fiere e al Palazzetto dello Sport, hanno fatto da cornice all’evento anche i palazzi storici più suggestivi del centro storico, in un tentativo, riuscito, di valorizzazione del territorio.

In un Paese in cui l’economia dei nuovi media soffre di un imbarazzante ritardo, è di buon auspicio il riconoscimento dato alla manifestazione dalle istituzioni. La galleria degli Uffizi esporrà tra le sue collezioni il ritratto di Lorenzo Mattotti, fumettista e illustratore insignito del titolo di Maestro del fumetto, e il ministero per le politiche giovanili si ispirerà allo stile, al linguaggio e ai metodi di divulgazione del Lucca Comics, per presentare le commemorazioni del centenario del Milite Ignoto.

L’evento è stato seguito da Amazon, che si è confermato il partner ufficiale, e dalla Rai, con approfondimenti e documentari disponibili online fino a febbraio 2022. La piattaforma Twitch e i 122 campfire presenti in diciotto regioni hanno garantito al festival una copertura nazionale. Presenti anche le maggiori piattaforme di streaming con le serie tv Arcane e The Witcher, alla seconda stagione (Netflix), e The Wheels of time (Prime Video).

Nel corso di quattro giorni, Lucca è tornata a rivestire un ruolo culturale e di promozione economica di primo piano e di dimensione europea, tra fumetti, graphic novel, mostre, incontri con autori, competizioni e premiazioni, anteprime, eventi musicali. «Occorre adattarsi a questo momento storico con tutto quello che ha subito il Cinema  – ha dichiarato Mainetti a conclusione della sua presentazione –, ma io vi ringrazio dal profondo del mio cuore perché siete qua, perché il Cinema è un’altra cosa. Lo stesso vale per il Lucca Comics & Games ed è un augurio per tutto il tessuto economico-culturale del Paese: dopo le tenebre della pandemia è giunta l’ora di riveder le stelle».

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Giorgio Scrofani

docente di Filosofia e Storia - giorgio.scrofani@toscanaeconomy.it