• 18/04/2024

Cinque mostre da vedere in Toscana a Pasqua

 Cinque mostre da vedere in Toscana a Pasqua

Arte contemporanea, street art, capolavori medievali: sono tante le mostre che le città d’arte della Toscana offrono in questa primavera anticipata che ci sta portando verso la Pasqua.

Ecco alcune proposte:

A Firenze, il Tesoro dei Granduchi di Palazzo Pitti ospita la mostra “Eleonora di Toledo e l’invenzione della corte dei Medici a Firenze”, la più grande mostra mai dedicata ad Eleonora di Toledo, la “Gran signora del Cinquecento”: oltre 100 opere, con rilevanti prestiti internazionali, tra dipinti, disegni, arazzi, abiti, gioielli, pietre preziose racconteranno la vita, la personalità e l’esteso impatto culturale della duchessa di Firenze.

La grande esposizione, organizzata dalle Gallerie degli Uffizi e curata dallo storico dell’arte e docente della New York University Florence Bruce Edelstein, è visibile dal 7 febbraio al 14 maggio nei sontuosi spazi del Tesoro dei Granduchi al piano terreno della reggia di Palazzo Pitti.

La mostra si articola in sette sezioni che illustrano gli aspetti salienti della vita e del gusto della Duchessa: l’arrivo a Firenze e la nascita degli 11 figli; il rapporto con l’arte e la moda; l’amore per i giardini e la creazione di Boboli. Tra le opere centrali in mostra, oltre agli iconici ritratti di Eleonora e Cosimo I di mano del Bronzino, il Ritratto di Pedro de Toledo come cavaliere dell’ordine di Santiago, 1542, di Tiziano (dall’Alte Pinakothek di Monaco di Baviera), il disegno per il monumento effimero a Giovanni delle Bande Nere di Niccolò Tribolo e la Giovane divinità fluviale di Pierino da Vinci, del 1548 circa, (dal Musée du Louvre); l’Arazzo della bottega di Nicolas Karcher, tessuto da un cartone di Francesco Salviati,  e un abito femminile, eseguito dalla bottega di Agostino da Gubbio, probabilmente indossato da una delle damigelle di Eleonora quando fu ricevuta in Vaticano nel 1560 da Papa Pio IV (dal Museo Nazionale di Palazzo Reale di Pisa).

Per info: https://www.uffizi.it/eventi/mostra-eleonora-di-toledo

Passando all’arte contemporanea, Firenze dedica una mostra ai due artisti del Novecento, Alberto Giacometti e Lucio Fontana.

La mostra Giacometti – Fontana. La ricerca dell’assoluto, negli spazi monumentali del Museo di Palazzo Vecchio fino al 4 giugno 2023, è un progetto museale inedito che presenta l’incontro ideale e il dialogo potente fra due giganti del Novecento, grazie al confronto straordinario fra capolavori in arrivo dall’Italia e dall’estero.
Per la prima volta sono messe in relazione queste due colonne portanti del XX secolo, così distanti nelle attitudini e nella vita, ma altrettanto legate da una riflessione sulla verità nell’arte, conquistata attraverso l’esperienza della materia e insieme dell’immaginazione, in bilico fra la dimensione primordiale del tempo e quella cosmologica dello spazio. Un colloquio che vuole suscitare domande piuttosto che dare risposte, per stimolare il dibattito critico e inattese narrazioni attorno ad affinità di pensiero e riferimenti condivisi. Una mostra in cui le opere accostate acquistano la potenza evocativa di un sogno, la cui presenza come in un sogno va interpretata cercando risposte lontane nel tempo e nel futuro.  La mostra si avvale del supporto e del prestito di un consistente nucleo di opere della Fondazione Lucio Fontana.
Per info: http://www.museonovecento.it

Livorno omaggia lo street artist inglese Banksy con la mostra “Banksy, Realismo Capitalista. An unauthorized exhibition” in programma al Museo della Città di Livorno fino al prossimo 10 aprile.  Alla mostra prodotta e organizzata dal Comune di Livorno e MetaMorfosi, negli spazi del polo culturale dei Bottini dell’Olio, i visitatori troveranno una selezione delle opere dell’artista inglese conosciute in tutto il mondo per la loro carica dirompente e per i loro messaggi trasversali, politici e sociali, capaci di interpretare con i tratti veloci e intuitivi della street art la realtà complessa dei nostri tempi.

Tra queste, alcune vere e proprie icone dell’artista britannico: Girl with Balloon, da tutti conosciuta come “la bambina con il palloncino rosso”, forse la più amata tra tutte le opere di Banksy, e Love is in the Air, il “Lanciatore di fiori”. L’esposizione di Livorno tratta per la prima volta Banksy come se fosse un grande artista classico. Grazie ad una collezione di pezzi originali e autenticati gli spettatori possono addentrarsi nell’immaginario artistico di un autore che ormai da oltre un ventennio attraversa la scena culturale mondiale e che ha scelto anche gli attuali scenari di guerra come palcoscenico per i suoi messaggi artistici, mostrando ancora una volta la sua capacità di stare in mezzo al presente.

Al Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato è in programma fino al 1 maggio 2021 la mostra Hagoromo, dedicata a Massimo Bartolini (Cecina, 1962). La mostra è un nuovo capitolo del ciclo di monografie che il Centro organizza annualmente per presentare al pubblico l’opera di artisti e artiste italiane. Hagoromo è anche il titolo di una nota pièce del teatro Noh giapponese e della prima opera matura di Bartolini, una performance che anticipa alcuni dei temi e dei caratteri che accompagnano la sua ricerca fino a oggi: la dimensione narrativa, che si sviluppa a partire da omaggi, riferimenti, prelievi di altre storie, opere e biografie; il rapporto con la tema architettonico e spaziale; la relazione con il linguaggio teatrale e performativo, anche attraverso l’uso del suono e della musica.

Hagoromo è costruita a partire da una nuova installazione sonora – la più ampia mai realizzata dall’artista – appositamente concepita per gli spazi del museo, in collaborazione con il noto musicista inglese Gavin Bryars che ne ha composto la musica. Dividendo a metà le sale del museo e in combinazione con la possibilità di entrare da due estremi opposti dello spazio espositivo, lo spettatore potrà scegliere tra quattro possibili direzioni in cui percorrere la mostra. Lungo il percorso multidirezionale suggerito dall’opera sonora è presentato un numero ristretto di opere dell’artista che coprono i trent’anni e più della sua produzione e spaziano tra la diversità di linguaggi, materiali e misure che è tipica del lavoro di Bartolini.

Concludiamo in bellezza con un capolavoro di oreficeria del Trecento, esposto fino al 5 novembre prossimo nella Cripta del Duomo di Siena: il Reliquiario di San Galgano, un oggetto preziosissimo, che è stato rubato, poi ritrovato e infine restaurato dai laboratori dei Musei Vaticani.

Si tratta del considerato uno dei capolavori della produzione orafa senese del XIV secolo, oggetto di intensa devozione popolare, su cui sono state raffigurate con preziosi smalti traslucidi le scene di vita del Santo e della sua celebre spada dal così detto Maestro di Frosini. Il Reliquiario fu infatti oggetto di un furto clamoroso, nel lontano 1989, dal Museo del Seminario Arcivescovile di Siena, fortunatamente più di trent’anni dopo è stato recuperato grazie al Comando dei Carabinieri, Tutela Patrimonio Culturale.

Per informazioni: https://operaduomo.siena.it/

 

 

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Giulia Baglini

Giornalista specializzata sui temi dell’innovazione e della sostenibilità

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