• 05/12/2021

Chi ha già un’impresa ne aprirebbe un’altra: il sentimento dei giovani imprenditori

 Chi ha già un’impresa ne aprirebbe un’altra: il sentimento dei giovani imprenditori

Il 50% degli aspiranti imprenditori, giovani, uomini e donne, sceglierebbero il Terziario come terreno di lancio per la loro impresa, e, nonostante la pandemia, un buon 10% si butterebbe sul turismo. Nonostante la maggior parte pensi che la situazione economica dopo la pandemia sia peggiorata (64%), chi già ha un’impresa fonderebbe una nuova azienda oggi.

Tra gli aspiranti imprenditori invece c’è più sfiducia perché il 56% non si lancerebbe in un’attività imprenditoriale ora. Burocrazia, troppe tasse e scarso capitale sono le difficoltà che oggi come ieri incontrano le nuove generazioni che scelgono di fare impresa, mentre leadership e capacità organizzativa continuano ad essere le skill fondamentali per chi la fa. Un imprenditore su tre lamenta la difficoltà a reperire collaboratori e competenze tecniche.  I servizi delle associazioni, le consulenze private, gli eventi e i networking sono considerati utili per intraprendere la professione dal 42% degli intervistati.

Per il 56% degli imprenditori intervistati ciò che è importante sono i risultati quindi flessibilità totale per i propri team member che possono lavorare dove e come vogliono non necessariamente in smart working. Le imprenditrici sono più organizzate degli imprenditori: il 54 % delle donne riesce a bilanciare lavoro e vita privata, tra gli uomini solo uno su tre. 

Questi, in sintesi, i principali dati emersi dall’Osservatorio Nuove Generazioni, che ha riguardato un campione di un migliaio di giovani imprenditori e imprenditrici in tutta Italia tra i 20-42 anni, prodotto da Confcommercio Giovani e OneDay Group con il sostegno di Facebook Italia. I dati sono stati presentati lo scorso 4 novembre a Firenze nel corso dell’evento “Il coraggio di fare impresa”, che si è svolto nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio.  

Commenta Andrea Colzani, presidente dei Giovani Imprenditori di Confcommercio: “Riuscire a cogliere ed interpretare quello che le nuove generazioni vivono, pensano e vogliono è fondamentale per orientare l’offerta di un’organizzazione di rappresentanza degli imprenditori come Confcommercio. È stato ad esempio illuminante rilevare che, in un’epoca ibrida e con sempre meno punti di riferimento stabili, la capacità di guida e quella organizzativa sono trasversalmente considerate le caratteristiche più importanti per un imprenditore, mentre, per quanto riguarda le competenze, assistiamo ad un vero e proprio “back to the basis” puntando l’attenzione sugli aspetti finanziari”. 

Così invece Paolo De Nadai, Presidente di OneDay Group: “Fare impresa vuol dire affrontare con determinazione e ottimismo la responsabilità e la sfida di cambiare il mondo e fare la differenza, ogni giorno, un po alla volta. Io ho fondato ScuolaZoo più per senso di rivalsa e giustizia che per business: volevo denunciare il mio prof. che si è addormentato agli esami di Maturità. Con il tempo ho capito che occuparmi di scuola, giovani, turismo e digitale, non solo poteva essere il mio lavoro, ma quello di decine di altri ragazzi. Oggi il gruppo OneDay ha 240 team member, 29 anni di età media e un solo mantra: testare, implementare e diffondere un nuovo e coinvolgente modo di vivere il lavoro e fare impresa. Io credo che questi siano gli ingredienti necessari per fare impresa: ottimismo verso il futuro e fiducia nei giovani”. 

Angelo Mazzetti, Head of Public Policy – Italy, Greece, Malta and Cyprus di Facebook dichiara Siamo molto felici di supportare l’Osservatorio, prodotto da Confcommercio Giovani e OneDay Group, poiché siamo convinti possa stimolare in maniera virtuosa il dibattito sul futuro dell’imprenditoria in Italia e, soprattutto, sul ruolo che le giovani generazioni giocheranno in questo campo. Sappiamo quanto sia complesso fare impresa oggi, specie nel momento storico che stiamo vivendo, ed è per questo che da anni ci impegniamo per accompagnare le aziende italiane nel percorso verso la trasformazione digitale”.