• 20/01/2022

Buono, tanto ed ecosostenibile: quando il grano etiope sale in cattedra

 Buono, tanto ed ecosostenibile: quando il grano etiope sale in cattedra

Migliorare la quantità e la qualità del grano e promuovere al tempo stesso la sostenibilità delle coltivazioni? Questo l’interrogativo che ha guidato il lavoro di un gruppo di ricerca internazionale coordinato da Matteo Dell’Acqua, ricercatore della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

I risultati, pubblicati sul numero di agosto di Communications Biology, combinano le moderne analisi genetiche e climatiche con le tradizioni legate all’agricoltura di sussistenza: i genetisti del Sant’Anna hanno collaborato con 1.165 agricoltori etiopi, che da secoli, con un approccio dinamico, selezionano i tipi di grano più adatti alla singola stagione e alle specificità del terreno. Gli altipiani dell’Etiopia costituiscono un campo di studi privilegiato per la diversità biologica e per la varietà di culture e tecniche agricole. 

Combinando la sapienza contadina con i dati genomici e climatici, i ricercatori hanno elaborato un approccio, denominato 3D-Breeding, in grado di raddoppiare l’accuratezza della selezione delle piante più adatte al clima. Ciascun agricoltore coltiva una diversa combinazione di quattro varietà di grano, scelte per proprietà nutritive e adattive: al termine della stagione la loro valutazione empirica è incrociata con i moderni metodi di indagine scientifica, in primo luogo il sequenziamento del Dna delle colture, al fine di identificare le varietà migliori in termini di sostenibilità e resistenza ai cambiamenti climatici.

L’agricoltura di sussistenza o di autoconsumo coinvolge circa il 25% della popolazione mondiale ed è concentrata nei paesi in via di sviluppo. Il metodo decentralizzato elaborato dal Sant’Anna, in cui i contadini collaborano attivamente con i ricercatori, risulta rispettoso della cultura locale e quindi non invasivo come spesso si è verificato, e continua a verificarsi, negli interventi a sostegno delle economie più povere pianificati dall’Occidente. Il 3D-breeding dimostra la possibilità di un’agricoltura tradizionale e sostenibile rafforzata da soluzioni innovative frutto della ricerche più avanzate.

I benefici riguardano non solo i Paesi in cui questo tipo di agricoltura è essenziale alla sopravvivenza di centinaia di milioni di individui. L’impatto è globale perché offre una risposta, e un metodo interdisciplinare, all’agricoltura anche delle aree più avanzate. La rapidità dei cambiamenti climatici investe l’agricoltura nel suo complesso e non distinguono, non a lungo termine, tra ricchi e poveri. Sostenibilità e produttività sono un binomio essenziale: questo dimostra lo studio della Scuola Sant’Anna.

Giorgio Scrofani

docente di Filosofia e Storia - giorgio.scrofani@toscanaeconomy.it