• 27/05/2022

Bilancio di periodo: quale strada per definire al meglio il processo? 

 Bilancio di periodo: quale strada per definire al meglio il processo? 

Il pensiero dell’imprenditore, e la sua visione strategica, viaggiano ad una velocità sicuramente superiore a quella dei singoli fattori produttivi. L’arduo, e non scontato, compito di questi ultimi è la messa a terra della visione. A volte ci si riesce, a volte no, altre volte ancora in misura diversa da quanto originato.   

Ad ogni modo l’effetto dovrà essere costantemente e tempestivamente misurato, per verificarne il grado di attendibilità e correlazione a quanto ipotizzato. Focalizziamo insieme il significato dei due avverbi. Per “costantemente” si vuole intendere che tutti gli ambiti temporali devono essere osservati ed analizzati, non potendoci permettere di confidare su analisi a campione, con ciò trascurando alcuni periodi.

L’esegesi di “tempestivamente” è chiara: le misurazioni vanno fatte appena dopo l’avvenimento del processo scatenante. In questo modo si avrà maggior tempo per analizzarne gli effetti e, del caso, ritarare i comportamenti, qualora fosse necessario. 

Dopo aver compreso le necessità sorge spontanea una domanda: quale la strada migliore per definire al meglio un simile processo? Sicuramente l’acquisto di una procedura informatica adatta allo scopo. Non dimentichiamo, tuttavia, che l’onerosità di simili pacchetti troppo spesso non è compatibile con le dimensioni, e quindi capacità di spesa, delle aziende più piccole. 

Per queste ultime si suggerisce di utilizzare la contabilità che, in ogni caso, deve essere presente in azienda. Partiamo, quindi, da ciò che abbiamo e che abbiamo già pagato. Un sistema di contabilità non è solo un processo per ottemperare ad obblighi normativi. La presenza di una messe enorme di informazioni ne fa uno strumento duttile ed utilizzabile per sviluppare un dignitoso ed efficace sistema di reportistica gestionale mensile. Solo a titolo di esempio, ci si potrebbe organizzare seguendo alcuni semplici steps:

  • Registrazione in contabilità di tutte le scritture contabili possibili (fatturazione attiva e passiva, stipendi, compensi e altro), entro la fine della prima quindicina del mese successivo a quello di riferimento;
  • Individuazione di un set di possibili scritture (tipo quelle di assestamento e rettifica di fine anno) per virtualizzare una chiusura in soluzione di continuità aziendale, proprio come si fa con il bilancio di fine anno;
  • In merito alle possibili scritture sopra enunciate, che chiameremo extracontabili perché non registrate in contabilità, andrà verificato a priori il loro grado di attendibilità. Ci si potrà “accontentare” privilegiando il minor tempo di rilevazione al maggior grado di precisione;
  • Si sommano le scritture contabili e quelle extracontabili per virtualizzare una situazione gestionale di fine mese, con consapevolezza delle stime adottate per giungere al risultato.

Questa situazione gestionale mensile avrà la responsabilità di fornire all’imprenditore, e non solo, una visione di come sta andando l’azienda, senza attendere la chiusura di bilancio e senza spendere cifre importanti per l’utilizzo di sistemi gestionali automatici che, in ogni caso andrebbero alimentati.

L’esperienza insegna che questa ricerca, oltre a fornire importanti informazioni all’impresa ed ai suoi stakehloders, è generatrice di cultura aziendale tra i soggetti che vi partecipano, stimolandoli ad individuare soluzioni, stime e percorsi che, a loro modo, postulano una buona conoscenza dell’impresa. Il risultato di periodo, qualora disponibile nei primi quindici giorni a seguire il mese di riferimento, potrà essere confrontato con quanto realizzato nei mesi ed anni precedenti, nonché con le attese di budget.  

Inoltre lancia un assist ad un altro processo non meno importante: la contabilità industriale, vale a dire la formazione del risultato di periodo che origina non più da costi e ricavi, contabili ed extra, ma dai margini netti di ciascun prodotto servizio erogato. Questa, però, è un’altra storia, che non tarderemo a raccontare.

Umberto Alunni

Giornalista

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