• 18/04/2024

Bando segnalato da Ance Toscana

 Bando segnalato da Ance Toscana

Ance Toscana segnala ad ANAC bando di gara della Regione Toscana da 22 milioni di euro per il risanamento acustico su strade regionali

Ance Toscana ha formulato ad ANAC una segnalazione per il bando di gara, pubblicato dalla Regione Toscana il 22 giungo scorso, relativo ad un Accordo Quadro per l’affidamento di lavori di risanamento acustico su strade regionali per un importo complessivo di oltre 22 milioni di euro. Il bando prevede di aggiudicare i lavori con il criterio del minor prezzo, ovvero tenendo conto soltanto dei ribassi offerti sull’importo dei lavori.

Ance Toscana, tramite il proprio legale, il 18 luglio scorso aveva presentato istanza di annullamento del bando in autotutela evidenziando come il criterio di aggiudicazione prescelto (prezzo più basso) appariva individuato in difformità dalle prescrizioni del Codice per gli appalti sopra soglia, che richiamano invece l’offerta economicamente più vantaggiosa, quale criterio di selezione che tiene di conto non solo dell’elemento “prezzo” ma anche ad aspetti di carattere qualitativo delle offerte.

La Regione, aveva laconicamente risposto che “non si ravvisano elementi che possano indurre questa Amministrazione a procedere in autotutela all’annullamento del bando” e ha proceduto nello svolgimento della gara.

Ance Toscana ha così deciso di formulare una segnalazione ad ANAC (Autorità nazionale anticorruzione).

“Ritengo infatti che, al di là degli aspetti puramente tecnico legali, non possiamo non evidenziare che la grave scelta operata dalla Regione avrà pesanti ricadute in termini di corretta gestione del mercato degli appalti pubblici in Toscana” spiega il presidente di Ance Toscana Rossano Massai.

“Per anni Ance Toscana, con le altre datoriali e gli stessi sindacati – spiega ancora Massai – hanno contestato e combattuto la procedura del massimo ribasso per le assegnazioni di appalti lavori, soprattutto quelli di importo più elevato, evidenziandone le tante criticità: la partecipazione di aziende che, pur di acquisire il lavoro, propongono ribassi insostenibili.

La non premialità di imprese virtuose che negli anni hanno investito in mezzi e personale e che, quindi, hanno costi fissi più alti e non possono essere competitive in gare dove conta soltanto ‘sparare’ un ribasso; la difficoltà, in casi di ribassi al limite della sostenibilità, di poter concedere subappalti a condizioni sopportabili; le problematiche anche sulla qualità dell’opera che si presentano poi quasi sempre in fase di realizzazione  e, in ultimo ma non certo meno importante, il rispetto delle normative sulla sicurezza, perché se lavori in tali condizioni di ribasso qualcosa devi ‘tagliare’”.

Il tema della sostenibilità degli appalti in chiave “qualitativa” emerge chiaramente e da anni da norme ed indirizzi sia europei che nazionali, richiamando l’importanza di un corretto equilibrio fra qualità e costo dell’opera affinché l’Amministrazione persegua al meglio l’interesse pubblico sotteso al contratto da affidare. Principi ribaditi nei primi articoli proprio del nuovo Codice.

“Non si comprende, quindi, la scelta, che contestiamo apertamente – aggiunge ancora il presidente di Ance Toscana Rossano Massai – operata dalla Regione che ha deciso di non ricorrere all’offerta economicamente più vantaggiosa, metodo usato dalla stragrande maggioranza delle Stazioni Appaltanti e che va a trovare un giusto equilibrio proprio fra qualità e costo premiando le aziende più virtuose. Siamo tornati indietro di 30 anni”.

Le nostre aziende toscane del settore hanno rilevato ad Ance Toscana le criticità di questa situazione, incredule che in una Regione, in genere virtuosa su alcuni principi nel rapporto pubblico-privato, possa verificarsi quanto denunciato – continua Massai-. Tra l’altro abbiamo già avuto modo di segnalare altri bandi regionali che avevano voci di lavorazioni con prezzi non in linea con quelli del prezzario redatto dallo stesso Ente.

C’è qualcosa che non va. Alle best practices si affiancano scelte a volte sconcertanti, in cui l’operato dei tecnici si discosta palesemente dalle linee politiche annunciate”.

“Il dramma – conclude il presidente dei costruttori – è che alcune aziende toscane non hanno partecipato alla procedura certe di non poter competere al massimo ribasso. Altre invece hanno dovuto partecipare pur sapendo che per aggiudicarsi il lavoro avrebbero dovuto proporre ribassi che non consentiranno di ripagare tutti i costi.

Infatti quelle imprese che hanno una filiera composta da impianti di confezionamento di conglomerati bituminosi, cave di materiale calcareo o basaltico, parco di mezzi di trasporto avrebbe danni molto consistenti (non solo l’impresa per la verità) in caso di fermo, con la conseguenza che spesso non ci si può permettere di non tentare di acquisire lavori di questo importo anche se a costo di eseguirli senza guadagni o anche con rimessa”.

“Ci auguriamo che questa nostra ennesima azione di biasimo contro l’operato di parte dell’apparato regionale stimoli una riflessione profonda su cosa e come si deve cambiare per avere un mercato dei lavori sano in cui gli operatori competano sulla qualità dell’offerta e del risultato atteso – spiega infine Massai -. Per questo chiederemo un incontro urgente al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani per tentare di ristabilire un corretto confronto sul sistema di procedure pubbliche a tutela del nostro settore”.

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Redazione

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