• 01/03/2024

Alternanza scuola-lavoro, le prove generali dell’essere adulti

 Alternanza scuola-lavoro, le prove generali dell’essere adulti

Alternanza scuola-lavoro, una tappa essenziale nel percorso di uno studente. Ecco cos’è e come dovrebbe essere

Prima di tutto: che cosa si intende per alternanza scuola-lavoro? L’alternanza, o anche stage o tirocinio, è chiamato il periodo di due/tre settimane in cui uno studente di terza, quarta o quinta superiore va a lavorare in un’azienda per imparare un mestiere e per cominciare ad entrare nell’ottica del mondo del lavoro. Questo stage serve sia allo studente per arricchire il suo bagaglio di esperienze e per mettere in pratica quanto ha studiato a scuola, sia alle aziende per avere un sostegno in più nel portare a termine le mansioni di tutti i giorni. Inoltre, è bene precisare che esiste un minimo di ore di alternanza che bisogna necessariamente svolgere se si vuole accedere all’esame di Stato.

Quindi se sei un ragazzo di 16-19 anni e vuoi fare un’esperienza di tirocinio devi richiederlo al professore o alla professoressa referente del PCTO, che si metterà in contatto con un’azienda. Chiaramente il tipo di impresa in cui andrai a lavorare si basa sulla scuola frequenti (in pratica avrai sempre a che fare con le tue materie d’indirizzo). Lo stesso vale anche per la durata dello stage: i giorni e il numero di settimane variano in base al minimo di ore previste dal tuo istituto. Durante l’alternanza ti sarà affidato un tutor, che potrà rispondere a ogni tua domanda o dubbio e ti seguirà per tutto il tuo percorso in azienda.

Io, personalmente, ho sempre pensato che fare alternanza scuola-lavoro significasse fare fotocopie o riordinare pile chilometriche di fogli. Sicuramente in alcuni casi è esattamente così. Infatti, chiedendo alle mie compagne di classe le loro esperienze in azienda, ho scoperto che si sono trovate a dover svolgere attività noiosissime e prive di una qualsiasi utilità. Io fortunatamente, ho vissuto l’alternanza decisamente meglio. La mia tutor ha sempre cercato di affidarmi compiti interessanti e che avessero un certo peso all’interno dell’azienda. Perché, per uno studente, il vero significato dell’alternanza è imparare qualcosa di nuovo e capire come funziona il mondo del lavoro. Una sorta di anteprima di ciò che dovrà affrontare tra qualche anno e che lo accompagnerà per quasi tutta la vita. Per questo riordinare fogli non ha senso.
Non capisco le imprese che accettano di prendere stagisti per poi non trasmettere loro niente che potrà servigli in futuro. Piu che uno stage io lo chiamerei sfruttamento…

Poi c’è un’altra questione: gli stereotipi. Gli stereotipi, così come i pregiudizi, sono due aspetti non molto rari tra le aziende. Nella maggior parte dei casi si tende a scegliere lo studente del liceo al posto di quello che frequenta un istituto tecnico. Questo perché si pensa che il liceale sia più diligente, volenteroso, sveglio ecc… Non è detto che sia per forza così. In entrambi le scuole saranno presenti sia il ragazzo brillante sia quello svogliato. Ed è un peccato scartare a prescindere un ragazzo solo per lo stereotipo della scuola che frequenta. Sarebbe come privarlo della possibilità di imparare.

Riassumendo un po’ quanto ho detto finora, l’alternanza è una tappa essenziale nel percorso di ogni studente: un po’ perché, come dicevo prima, è obbligatoria per la maturità, ma soprattutto perché permette di crescere e imparare qualcosa di nuovo. Per questo tutto ciò che viene svolto all’interno dell’azienda dovrebbe essere utile per il futuro degli stagisti.

Alessia Del Tozzotto

stagista

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