• 27/05/2022

Alleantia srl guida la trasformazione digitale delle imprese

 Alleantia srl guida la trasformazione digitale delle imprese

Stefano Linari si definisce imprenditore ‘recidivo’ e inguaribile inventore toscano. Intervistandolo, ne abbiamo la conferma e apprendiamo che la sua capacità imprenditoriale si è messa al servizio di numerosi ambiti, dall’industria 4.0 all’ingegneria biomedica.

Dopo il dottorato in ingegneria nucleare all’Università di Pisa ha fatto parte del team del CERN di Ginevra che ha lavorato alla scoperta delle particelle di Higgs Boson. La sua prima creatura si chiama Alleantia Srl ed è una società hi-tech conosciuta a livello internazionale per le sue soluzioni software innovative applicate all’Internet of Things, quel percorso dello sviluppo tecnologico che si basa sull’idea di oggetti intelligenti tra loro interconnessi in modo da scambiare le informazioni. Il suo team lavora per connettere rapidamente ogni tipo di dispositivo industriale al web.

TOSCANA ECONOMY Alleantia srl guida la trasformazione digitale delle imprese

Che cos’è Alleantia e come è arrivata ad essere un player internazionale nell’industria 4.0.?

«Ho fondato Alleantia nel 2008 con l’idea di sviluppare un software che si installa in prossimità del macchinario industriale e che lo rende capace di comunicare con le altre applicazioni già presenti nell’impresa grazie alla tecnologia ‘plug and play’, senza codifica e senza alcun tipo di installazione. Tutto questo sul gestionale di turno, oltre che da remoto sulle piattaforme Cloud fornite da Google, Microsoft o Amazon. Possiamo quindi gestire in maniera integrata macchinari anche datati 15-20 anni che fanno bene il loro lavoro ma che non sono ‘nativi digitali’, un po’ come le persone. Noi li integriamo logicamente e digitalmente e li rendiamo più collaborativi con l’Information Technology, perché possano essere gestiti in maniera efficiente. L’interconnessione tra dispositivi permette di monitorare in tempo reale ogni fase del processo di produzione, di prevedere errori o guasti e di correggerli tempestivamente per evitare il fermo dei macchinari. Noi siamo il trait d’union tra il mondo delle macchine e il mondo dell’informatica. I nostri partner sono gli impianti di produzione, gli assetti di energia rinnovabile, le industrie di processo e di trasporto e le software house che elaborano programmi di manutenzione, di gestione della produzione e di gestione delle risorse umane. I quarantacinque partner che si fregiano del logo “Connected by Alleantia” sono capaci di collegare migliaia di macchinari industriali – circa l’85% del parco macchine europeo – senza scrivere una riga di codice ma con la stessa facilità con cui si collega una stampante a un computer. Abbiamo una libreria di oltre 5 mila drivers industriali. Se nel consumer esistevano già, possiamo dire che nell’industria li abbiamo inventati noi».

Quali sono i vostri clienti più importanti?

«Possiamo citare sicuramente Brembo, Ansaldo Energia, Latterie Soresina, Vodafone, Telecom Italia. Ce ne sono molte altre che spaziano dai trasporti all’industria automobilistica, passando per la difesa e le infrastrutture. Secondo importanti analisti come Forrester, AB Research, Gartner, Frost & Sullivan, siamo listati tra i leader del mondo. Insieme a noi in queste classifiche si trovano colossi del calibro di Cisco, Intel, Siemens, Microsoft. Siamo l’unico software al mondo certificato da Cisco per poter essere eseguito all’interno dei propri apparati di rete. Chi ha una infrastruttura moderna Cisco può installare il nostro software direttamente dentro al router in maniera tale che i dati arrivano grezzi da una spina e dall’altra escono già nel formato per il SAP o per il Cloud, di fatto con una transcodifica in tempo reale elaborata direttamente dall’apparato di rete. Questa è la soluzione che ha scelto Vodafone, software Alleantia su hardware Cisco».

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La holding Linari Engeneering ha prodotto di recente delle soluzioni pensate per le piccole medie imprese manifatturiere.

«Abbiamo inventato IPROD, il primo gestionale completamente in Cloud che riunisce in un’unica piattaforma tutto quello che serve a un’azienda. Oggi una piccola-media azienda ha bisogno di 8 software, relativi a fatturazione, gestione dei clienti e degli acquisti, posta, messaggistica interna. Ogni piattaforma viene utilizzata solo per il 15% e non parla con le altre, costringendo l’utente a fare molto copia e incolla. In IPROD, invece, tutte le principali funzionalità sono riunite in un’unica suite ed esiste anche un magazzino e-commerce integrato. Il modello di fatturazione è gratuito, chiediamo solo 2 euro per ogni ordine di produzione, in base a un modello di revenue sharing con i nostri clienti. IPROD è tra le cinque start up selezionate per entrare a far parte del Progetto Prisma, promosso dal Comune di Prato e finanziato dal Mise con 3 milioni di euro con l’obiettivo di digitalizzare la filiera del tessile».

Linari Nanotech e Linari Medical hanno prodotto delle applicazioni di frontiera, che hanno grande rilevanza in ambito biomedicale.

«Insieme al Dipartimento di Ingegneria e Chimica Industriale dell’Università di Pisa la Linari Nanotech ha realizzato un timpano sintetico, composto da nanofibre polimeriche biocompatibili e riassorbibili. Dopo tre mesi dall’impianto, l’oggetto scompare lasciando il suo spazio a tessuto organico vivente e funzionando da telaio alle cellule umane, che dai bordi cominciano a ricrescere, assumendo la forma dello stampo. Con la Linari Medical ci siamo specializzati in teleriabilitazione neurovisiva, producendo anche un brevetto internazionale. In collaborazione con IRCCS Fondazione Stella Maris abbiamo creato un dispositivo medico, collegato in Cloud con un medico, che il paziente può usare in casa e che lo riprende per un’ampiezza di 180 gradi».

Giulia Baglini

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