• 17/08/2022

Un’accademia per portare la pelletteria di lusso in Valdinievole

Alla ricerca di personale qualificato, la Dea Pelletterie di Chiesina Uzzanese è al lavoro per la creazione di un’accademia della pelletteria dove formare i maestri pellettieri del domani, poter crescere e offrire nuove opportunità al territorio

Per riconoscere una borsa di lusso non è sufficiente fermarsi al marchio o alla pelle con cui è stata realizzata. Sono i dettagli, come l’uniformità del colore, la correttezza del taglio e la precisione della cucitura, a rendere un prodotto indossato nella quotidianità un oggetto esclusivo e di qualità.

TOSCANA ECONOMY Un’accademia per portare la pelletteria di lusso in Valdinievole
Antonio Mallozzi, amministratore di Dea – © Foto: Esther May
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Marcello Melani, responsabile relazioni esterne Dea – © Foto: Esther May

La cura di questi dettagli, spesso nascosti nel prodotto finito, è demandata all’esperienza e passione dei maestri pellettieri, come Filippo Magliacci, direttore di produzione di Dea Pelletterie. Formatosi nel distretto di Scandicci, il modellista ha il difficile compito di assicurarsi che le borse prodotte dai trenta dipendenti dell’azienda di Chiesina Uzzanese rispondano ai severi requisiti dei clienti e alla centenaria tradizione dell’arte pellettiera toscana

Nata nel 2019, la Dea Pelletterie ha fatto di questa magistrale esperienza e dell’acquisizione di Leopolda Firenze srl i nuclei fondanti del suo successo, attraendo importanti brand del lusso, quali le danesi Yvonne Koné e Yvette, la statunitense Harmin e l’inglese Grace Han. Non solo produzione per conto terzi ma anche sviluppo e realizzazione di prototipi. Una complessa attività che richiede manodopera qualificata: una risorsa di non facile reperimento nella Valdinievole e su cui ora l’azienda ha deciso di investire creando un’Accademia della Pelletteria.

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L’area di produzione a Chiesina Uzzanese – © Foto: Esther May

“Il piano di sviluppo della nostra azienda è importante e prevede da un lato l’implementazione della produzione conto terzi per brand istituzionali, dall’altro di lavorare direttamente sul ciclo a trecentosessanta gradi – spiega Antonio Mallozzi, amministratore di Dea Pelletterie. Accertata l’impossibilità di reperire manodopera dai canali tradizionali ed escludendo la possibilità di trasferirsi a Scandicci, Mallozzi e il responsabile delle relazioni esterne Marcello Melani hanno deciso di puntare sulla formazione: “come azienda abbiamo introdotto molti ragazzi nell’attività –  racconta l’amministratore – essendo questa un’esigenza sentita ma non ancora istituzionalizzata, ci siamo detti di puntare molto sulla formazione andando oltre il modello del semplice corso e optando per quello dell’accademia.”

L’idea è quella di creare percorsi personalizzati per pellettiere che valorizzino le capacità dei singoli partecipanti e offrano loro l’opportunità di confrontarsi, anche attraverso la creazione di un vero e proprio campus. 

“Il nostro obiettivo è far concentrare gli utenti su quello che sanno fare meglio – spiega Mallozzi – faremo in modo che l’utente capisca con il supporto dei formatori quale sia il settore o fase produttiva più adatta e portarlo a specializzarsi su questa, sia essa nella parte industriale, nel marketing o nella comunicazione, offrendo anche moduli sull’autoimprenditorialità.”

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Presto un’accademia per formare i maestri pellettieri del domani – © Foto: Esther May
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© Foto: Esther May

Un percorso che partirà a fine anno e, come spiega Mallozzi, avrà un costo: “una scelta ritenuta necessaria per responsabilizzare chi vi partecipa; non è necessariamente detto che poi sia pagato direttamente dall’utente, ma il principio deve essere questo e le persone devono essere convinte della scelta.“ I professionisti che usciranno dall’accademia saranno in grado di operare all’interno dell’azienda, in imprese affini o per conto proprio. 

La chiave del successo sarà, però, il rapporto con le imprese e gli enti di formazione del territorio. “Abbiamo sviluppato negli anni una collaborazione con l’Istituto Sismondi di Pescia, con cui siamo impegnati nei percorsi di alternanza scuola lavoro e negli stage estivi e con cui stiamo lavorando a questo progetto – spiega Marcello Melani – L’accademia non guarderà solo alla pelletteria ma potrà includere tutti coloro che producono gli accessori a essa necessari e che potrebbero trovare le risorse umane necessarie al loro sviluppo.”

Una proposta che può declinarsi non solo come esigenza aziendale: “dobbiamo fare il grosso sforzo di mettere insieme il territorio, ognuno con le sue idee – spiega Mallozzi – questa è la nostra soluzione e crediamo che sarà importante perché rinnoverà l’interesse da fuori.”

Francesco Ugolini

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