• 17/08/2022

A Bagno a Ripoli la nuova “casa” della Fiorentina

TOSCANA ECONOMY A Bagno a Ripoli la nuova “casa” della Fiorentina
Giovanni Nigro

INTERVISTA A Giovanni Nigro, imprenditore

Il 42enne Giovanni Nigro racconta la sua storia di imprenditore: da una laurea lasciata in stand-by al cantiere per il “Viola Park”

Sono stati forse due i momenti di svolta nella vita lavorativa di Giovanni Nigro. Il primo, quando all’inizio del nuovo secolo ha capito che non ce la faceva più a conciliare lo studio alla facoltà di Architettura (alla quale risulta peraltro ancora iscritto) e l’impegno con la sua impresa, che da individuale – così come era nata nel 2001 – si sarebbe di lì a poco, nel 2006, trasformata in srl.

Nel 2002 era infatti arrivata la prima commessa importante: la ristrutturazione di una villa a Sant’Agata nel Mugello, per un importo di quasi un milione di euro. A seguire numerose opere pubbliche e private: l’ampliamento del Centro per l’arte contemporanea Pecci, l’innovativa scuola di Ponzano a Prato, i supermercati Conad, la collaborazione con il saponificio Dante Nesti. E ancora il Museo delle navi a Pisa e il restauro del transetto del Duomo di Lucca. Impegni che lo immergevano sempre di più nel mondo del lavoro e che lo avrebbero indotto, come detto, a lasciare a casa i libri.

E poi c’è il secondo punto di rottura, nel 2020. È successo tutto in 365 giorni: l’inaugurazione della nuova sede dell’Ups a Prato al Macrolotto Due (zona dove Nigro ha costruito quasi 70mila mq coperti di capannoni); l’ampliamento dell’ospedale Santo Stefano di Prato, opera portata a termine in soli 40 giorni «ho dimostrato come anche le opere pubbliche si possano realizzare in tempi rapidi e al passo con le necessità della cittadinanza», dice; e poi l’aggiudicazione del cantiere per la realizzazione del Viola Park a Bagno a Ripoli, una commessa da 50 milioni di euro (su un costo totale di 85 milioni per l’intero progetto).

Giovanni Nigro ha 42 anni, è nato a Crotone – dove vive ancora la famiglia di origine – e ha avviato a Prato (dove vive fin da ragazzino, quando frequentava il liceo Cicognini) la sua attività edile.

La Nigro & C. Costruzioni impiega, oggi, 60 dipendenti, ha un fatturato da 30 milioni di euro e risulta 127esima in Italia nella classifica delle aziende edili italiane stilata dal Sole 24 Ore.

TOSCANA ECONOMY A Bagno a Ripoli la nuova “casa” della Fiorentina

E pensare che in una prima fase la Fiorentina del suo conterraneo Rocco Commisso si era orientata verso imprese ben più grandi. «È vero – dice Nigro – all’inizio uno dei requisiti era un fatturato di almeno 150 milioni di euro e questo ci tagliava fuori dalla gara. Noi siamo entrati nell’affare in un punta di piedi, come subappaltatori».

Finché il braccio destro di Commisso, Joe Barone, ha voluto premiare le imprese locali. «Ci è stata così data la possibilità di partecipare: abbiamo presentato un’offerta che fosse la maggior trasparente possibile e…abbiamo vinto».

A Bagno a Ripoli sorgerà il quartier generale della Fiorentina. Il nuovo centro sportivo (progettato dall’architetto Marco Casamonti) nascerà in un’area di 25 ettari, con 10 campi da gioco, una mini arena da 1.500 posti, un piccolo stadio da 3mila spettatori per Primavera e calcio femminile, prati naturali per la prima squadra, un grande padiglione eventi per 400 persone. E poi un centro fisioterapico, piscine e spazi per ospitare la prima squadra in ritiro (che così non dovrà più andare in albergo).

«Tutto con un alto livello architettonico e di design: per me è come un’opera d’arte», dice Nigro, scherzando, ma non troppo.

Il cantiere durerà 18 mesi e arriverà a impiegare fino a 300 maestranze con opportunità anche per altre imprese toscane. Certo, c’è stato il ricorso da parte di Italia Nostra, ma Nigro preferisce non affrontare questo aspetto: «Sono un imprenditore e mi trovo spesso ad affrontare nodi burocratici che creano così tante difficoltà a chi vuole investire. Ma con il Santo Stefano di Prato ho già dimostrato che se la burocrazia non mi mette i bastoni tra le ruote, posso consegnare un lavoro a tempi da record».

E se (finalmente…) ci fosse anche da costruire il nuovo stadio della Fiorentina? «Ora non ci penso e sono concentrato su quest’altra sfida. Certo, se un giorno si presentasse l’occasione…perché no?», conclude Nigro.

David Meccoli

Giornalista - david.meccoli@toscanaeconomy.it

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